Critica

Adriano Caverzasio: liberta' come avventura della fantasia e dell'intelligenza. Il fascino dei "lavori" di Adriano Caverzasio sembra nascere da un singolarissimo - originale - rapporto tra finzione e realtà artistica. Intanto alcune note di base: Caverzasio lavora alla "composizione" delle sue opere attraverso un processo costante di "scomposizione" e "ricomposizione"; la costante strutturale consente di verificare la variante figurativa mentre l'aspetto iconico trascende la "materia" ponendosi dei limiti e nel contempo aprendosi dei varchi; la materia si situa al confine fra il suo essere supporto e il suo essere parte integrante dell'opera. Se tutto ciò consente la messinscena di uno spettacolo inteso come spectaculun mundi, si tratta in ogni modo di qualcosa che, mentre si costruisce, rimanda a una "assenza" doppiamente valente: l'assenza di alcune "parti del soggetto" fatta reagire co l'assenza dell'unitarietà materiale (e quindi tradizionale) dell'opera. Ma nel lavoro di assenza l'inevitabile serie di suggestioni dell'opera non rimane bloccata nell'ordine della propria consequenzialità, perché si fa veicolo dell'ulteriore valenza simbolica di cui è carica tutta l'operazione compositiva dell'artisata. Il quadro di riferimento dei questa operazione potrebbe certamente includere l'ironia surreale di Magritte e l'assunzione iperrealista di oggetti, paesaggi e figure che hanno la nettezza e la precisione della fotografia, mentre il recupero di alcuni materiali (come il legno) richiamerebbe la Pop Art. C'è da dire, però, che il "riassunto" di queste esperienze - tutte d'Avanguardia - spostano sensibilmente la macchina creativa di Caverzasio in ambito concettuale. La persuasione di questo discorso può trovare un riscontro puntualissimo nell'opera che non sembra mai esaurirsi in sè stessa: se questa "apertura" costituisce l'elemento più pertinente per aggirare o superare il rischio di una tautologia alla lunga sterile (quale si può ipotizzare quando l'arte continua perennemente a riflettersi o a interrogarsi su sé stessa escludendo qualsiasi possibilità interlocutoria), c'è da sottolineare in particolare la procedura attraverso cui l'artista vi giunge: il paradosso fantastico di una sorta di ombra colorata, bidimensionale, che corrisponde alla "parte mancante" e ne trascende la dimensione naturale, quella che lo spettatore presumibilmente si aspetta. Con ciò - è fin troppo evidente - Caverzasio "demistifica" la stessa operazione artistica immettendovi degli elementi estranianti, ma nello stesso tempo la "salva" aprendo quello spazio ulteriore che si perde in un "vuoto" o in un "infinito" che non rinuncia ai suoi elementi gnoseologici, più propriamente concettuali. L'accostamento di materiali diversi seppure dello stesso genere non è solo un evento scenografico, né l'impersonalità del soggetto prescelto rimanda solo al silenzio della sua immagine: più che altro si tratta di un personalissimo modo di trattare e impaginare (si direbbe meglio: immaginare) la materia, lasciando che essa stessa - come forma e come contenuto, come mezzo e come fine - si ricomponga con la naturalezza che lo spettacolo del mondo reclama per sé e da sé: Lo spazio preferito da Caverzasio per guardare il mondo è quello di una "cornice artificiale" quale si può individuare in una staccionata) e quindi il punto di osservazione da cui l'occhio guarda è un luogo chiuso, un recinto. Ma si tratta pur sempre di un recinto necessariao - intellettualmente e concettualmente ineludibile - affinché l'occhio faccia le sue proiezioni e la mente travalichi l'indeterminatezza delle immagini. Lo sguardo della mente dell'artista diventa così la verità parziale - umanissima perché tale - della bellezza dello spettacolo del mondo. Si tratta naturalmente, di un continuo anelito verso la libertà (qui "offerto" dalle immagini della prateria, del cielo, dell'orizzonte), o per meglio dire verso l'avventura della libertà (a cui corrisponde visivamente la "libertà dell'avventura"), che è in ultima analisi avventura della fantasia e dell'intelligenza.

 

Angelo Maugeri - 1984