Critica

L’acquaforte è una tecnica molto antica che permette di dosare la luce e il buio, la luce e l’ombra. La carta che viene fuori lascia sempre vibrare una certa luce fra le punte dei suoi intensi neri. Forse per questa sua qualità l’incisione all’acquaforte è rimasta per lungo tempo un genere del tutto speciale per rappresentare l’architettura, per rappresentare i muri e le pietre in rovina e si sa che l’architettura è ritmo di luce e buio di luce e ombra. Per questo credo che Adriano Caverzasio abbia pensato alla particolare natura dell’acquaforte per fermare poeticamente in queste sue incisioni alcuni frammenti emblematici del complesso monumentale pisano e del razionalismo comasco.

                                                                                                         

Alfredo Taroni - 2012